Nessun capo selezionato.
Su cosa vale davvero la pena avere nell’armadio, sul vestirsi quasi sempre allo stesso modo e su cosa succede domani.
Ottobre è arrivato, ma le temperature sembrano essere rimaste ai primi di settembre.
E no, non mi sto lamentando. Dico solo che, a questo punto, avrei preferito essere ancora in spiaggia, al tramonto, con le giornate lunghe e un Margarita in mano.
Spicy, possibilmente.
Invece siamo a Milano, è ottobre e domani succede una cosa piuttosto importante.
The Sloane sarà ufficialmente online.
E con lei, la prima collezione Autunno/Inverno 2026.
L’autunno è arrivato. Il 6 ottobre pure.
WOW!
Vi avevo anche promesso che avremmo finalmente parlato di armadio autunnale e, incredibilmente, questa volta manterrò la promessa.
Per i consigli più specifici sui pezzi della collezione arriverà ogni tanto una newsletter dedicata, The Wardrobe Notes: styling tips, idee di look e tutte quelle cose un po’ più tecniche e meno narrative che probabilmente non richiedono una digressione su Teenage Dirtbag o Ragione e sentimento di Jane Austen.
(Sì, sono i consigli della settimana: nelle cuffie la prima, da leggere il secondo.)
Qui, invece, vorrei partire da un’altra cosa.
Le uniformi.
Questa prima collezione di The Sloane nasce molto da lì.
E per uniforme non intendo vestirsi nello stesso modo tutti i giorni. Intendo quei capi che conosci talmente bene da non doverci quasi più pensare.
Una gonna che funziona sempre. Un blazer. Un pantalone. Un abito che puoi mettere al mattino e avere ancora voglia di indossare la sera.
Semplici, minimali, fatti bene e, soprattutto, capaci di portare a termine il compito per cui sono stati creati:
seguirti nelle tue giornate, non dettarle.
Credo che le donne che trovo più eleganti abbiano quasi tutte una loro uniforme.
Non necessariamente perché indossino sempre le stesse cose, ma perché hanno capito cosa funziona per loro.
Jane Birkin aveva la sua. Françoise Hardy aveva la sua.
Probabilmente anche vostra madre ne ha una, solo che nessuno le ha mai dedicato una moodboard su Pinterest.
La mia, e quella di mia madre, prevedibilmente, cominciano da una gonna.
1. Le Gonne
La gonna a tubino è, per me, sempre e per sempre uno dei capi più sexy in assoluto.
E qui, con molta fierezza, vi anticipo una cosa: la Madison Skirt è stata testata parecchio e posso quindi confermare con una certa sicurezza che fa un lato B veramente SEXY.
Era necessario dirlo.
Ma soprattutto è uno di quei pezzi che puoi mettere praticamente sempre. Ballerine o mocassini di giorno, tacco la sera. T-shirt, camicia, blazer, maglione.
Poi c’è la Tribeca Skirt, che ha decisamente più voglia di farsi notare. Voluminosa, un po’ teatrale, ma sorprendentemente facile da portare.
Ora state iniziando a capire cosa intendo per uniforme?
Non è il capo a decidere dove stai andando.
Sei tu.
2. Blazer, pantaloni e un po’ di raso
Poi c’è il Blazer Spencer, perché credo profondamente nel potere di un buon blazer. È una di quelle cose che metti sopra praticamente qualsiasi cosa e improvvisamente sembri avere la situazione molto più sotto controllo.
Anche quando, naturalmente, non è così.
Con i Parker Pants diventa il completo a cui tornare sempre, ma entrambi funzionano altrettanto bene separati.
E poi ci sono i Pantaloni Ellis e la Camicia Perry in raso. Bellissimi insieme, ma forse ancora più interessanti separati: i pantaloni con un maglione durante il giorno, la camicia con un jeans o una gonna.
Perché il raso, secondo me, non dovrebbe essere costretto ad aspettare la sera.
3. Gli abiti
Sugli abiti ho una regola molto semplice: dovrebbero fare gran parte del lavoro al posto nostro.
Il Crosby Dress può andare a cena e, con un paio di ballerine, tranquillamente in giro durante il giorno. Il Soho Dress è decisamente meno interessato a passare inosservato. Il Midtown Dress, lungo e con lo spacco, è uno di quei vestiti che non hanno bisogno di moltissimo altro.
Tre abiti diversi, ma la stessa idea: vestirsi senza dover pianificare troppo quello che succederà dopo.
4. Il soprabito e il cappotto
Qui entriamo sul personale.
Il Soprabito Franklin è stato uno dei primi pezzi che ho pensato per The Sloane, più per necessità che per altro.
Possiamo concordare sul fatto che ci siano poche cose più frustranti dell’essere fierissime del proprio look per la cena e doverlo rovinare cinque minuti prima di uscire mettendoci sopra qualcosa che non c’entra assolutamente niente?
Io mi rifiuto.
Quindi: il Soprabito Franklin.
E poi il Cappotto Chelsea, quello che vorrei mettere praticamente per tutto l’inverno: sopra un abito, jeans e maglione e, soprattutto, durante quelle commissioni dell’ultimo minuto in cui il cappotto deve far sembrare che sotto ci sia un outfit molto più interessante di quello che c’è realmente.
Anche questa è una funzione importante dell’abbigliamento.
E forse è proprio questo il punto.
Quando penso a The Sloane, torno sempre allo stesso contrasto:
Uptown elegance with a downtown ease.
Mi piace l’idea di essere eleganti senza sembrare troppo vestite. Di poter uscire per una cosa e finire a farne un’altra. Di avere posti dove andare, anche quando non sappiamo ancora esattamente dove stiamo andando.
Credo ci sia qualcosa di incredibilmente affascinante in una donna che sa cosa le piace.
Non perché faccia sempre la scelta giusta.
Ma perché non ha troppa paura di sbagliare.
E penso che i vestiti migliori debbano lasciare spazio proprio a questo.
A cambiare idea.
A restare più a lungo del previsto.
A dire di sì quando eri assolutamente convinta che saresti tornata a casa.
Perché non penso davvero ai vestiti come alla storia.
Penso a tutto quello che succede mentre li indossiamo.
La cena che continua da un’altra parte. Il programma che quasi non facevi. Le persone che incontri lungo la strada.
È di questo che volevo che The Sloane facesse parte.
Non un guardaroba per una vita perfettamente pianificata.
Tutt’altro.
Qualcosa da indossare mentre la storia si sta ancora scrivendo.
E domani, dopo mesi passati tra tessuti, fitting, campioni, bottoni, telefonate, scatoloni e una quantità francamente preoccupante di note sul telefono, questi vestiti smetteranno di essere soltanto miei.
Domani The Sloane sarà online.
Fa un certo effetto scriverlo.
Forse anche più del 6 ottobre scritto su almeno due delle mie tre agende.
Quindi, ricapitolando: gonne, blazer, pantaloni di raso prima delle otto di sera, un cappotto capace di salvare anche una corsa al supermercato e una collezione che finalmente potrete portare nelle vostre giornate.
O, preferibilmente, mentre le cambiate.
Ci vediamo domani, alle 12!
